#SalToExtra chiude in bellezza, Lagioia: “La comunità del Salone si è allargata”.

La sera del 17 maggio 2020 è andato in scena l’ultimo atto di SalToExtra, un vero e proprio evento che è riuscito a superare, per qualità di messa in scena, i due giorni precedenti della manifestazione. La formula della serata ne è parsa un’evoluzione particolarmente riuscita per dinamismo: c’era uno studio, un ambiente di ampio respiro e una varietà di inquadrature che ha permesso di uscire dalla fissità dello streaming. Un mix vincente di ospiti presenti fisicamente, panel preregistrati (pochi) e collegamenti in diretta condotti con vivacità da Nicola Lagioia.

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Il direttore Nicola Lagioia che ha condotto la serata finale (immagine tratta dal live streaming diffuso dal Salone)

Ne è risultato uno spettacolo vivo e vibrante che, senza dubbio alcuno, sarebbe stato adatto alla messa in onda in tv. Le 5 ore e mezza, infatti, sono corse prive di peso, in un alternarsi di dibattiti e interventi musicali perfettamente bilanciato. Mai un momento di pesantezza, retorico o scontato, ma un flusso vivace, stimolante, in grado di valorizzare i punti di vista e il diverso modo di rapportarsi dei relatori a questo inedito presente.

Qualche nome: Padre Enzo Bianchi, Alessandro Baricco, Roberto Saviano, Massimo Gramellini, Carlo Rovelli, Zerocalcare, Paolo Giordano, Fabrizio Gifuni, Jasmine Trinca. Ospiti musicali dal vivo, e fisicamente presenti durante la performance: lo Spiritual Trio di Fabrizio Bosso, Levante, i Perturbazione, Francesco Bianconi (l’unico con un contributo registrato da casa), infine il gruppo degli Eugenio in Via Di Gioia. Da sottolineare anche un poeticissimo mini spettacolo di Arturo Brachetti che ha disegnato con la sabbia il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupèry.

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Arturo Brachetti mentre disegna con la sabbia (immagine tratta dal live streaming diffuso dal Salone)

L’equilibrio fra individuale e collettivo: ecco il filo vincente su cui si è mosso tutto SalToEXTRA, confermato anche dalla serata di chiusura. Esattamente il modo perfetto, non solo per discutere, ma per rispecchiare la realtà dell’impatto totale della pandemia sulla vita di ognuno e di tutti. Spirituale e materiale si intrecciano nella visione di un futuro che, nel suo indubbio cambiamento rispetto al finora conosciuto, ci interroga profondamente. SalToEXTRA è stata una condivisione del vissuto, a recuperare una dimensione necessaria mancata nella lunga quarantena e, ancor di più, un laboratorio di idee, di confronto fertile, propositivo. Mai come ora la cultura può giocare un ruolo ispiratore, di faro del mondo, con la sua indipendenza e capacità di unire e tenere insieme saperi e competenze anche molto diversi fra loro, facendosene sintesi.

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Il manifesto ufficiale di SalToEXTRA, realizzato da Mara Cerri.

I numeri, diffusi oggi, confermano il successo di SalToEXTRA: quasi 5 milioni di utenti attivi, più di un milione e duecentomila visualizzazioni, fra Facebook e YouTube. Alle stelle anche le interazioni social: più di 63.700 su Facebook, 1,2 milioni di visualizzazioni dei contenuti su Twitter, circa 52.500 persone raggiunte su Instagram. Fra i  momenti più seguiti, proprio la serata finale. Questo il bilancio realizzativo: 30 ore di diretta streaming, 140 ospiti e più di 60 incontri.

Nelle parole del direttore Lagioia, la consapevolezza delle potenzialità di SalToEXTRA: “Ci troviamo fra le mani il prototipo di un modello nuovo e di successo, che non si sostituisce, ma si aggiunge a quello classico. ” C’è soddisfazione anche per la partecipazione delle librerie, delle scuole, degli Istituti di cultura italiana nel mondo. “La comunità del Salone si è allargata– continua Lagioiaaver trovato così tanto consenso, ci obbliga a misurarci su un orizzonte ancora più vasto.” Un esempio cristallino di come non arrendersi e reagire possa premiare, anche di là delle aspettative e creare nuove realtà di qualità accessibili a tutti. A questo proposito, ricordo che tutti gli incontri di SalToEXTRA resteranno gratuitamente disponibili sul sito https://www.salonelibro.it/ita/ e sui suoi canali social. Insomma: il Salone conferma, anche con questa formula, la sua vocazione: essere generatore di conversazione, di pensiero libero, un costruttore di bellezza. Un dibattito virtuoso, lontano anni luce dalle urla imperanti sulla scena pubblica, che migliora la vita di tutti e la qualità della democrazia del Paese.