#SalToEXTRA: un debutto decisamente da promuovere.

Venerdì 14 maggio 2020: il primo giorno di SalToExtra occupato interamente, per 12 ore sino alle 21.30, da un flusso non stop di eventi esclusivamente raggiungibili per mezzo della Rete. Com’è andata? Splendidamente! Il programma è stato ampio, vario, a coprire la fascia dei più giovani lettori al mattino, con più di 5000 studenti e 100 scuole collegate tramite il sito del Salone e i suoi profili social. Fil rouge della giornata, la collaborazione con Radio3 Rai fattasi contenitore, con tutte le sue trasmissioni, della maggior parte degli incontri con gli Autori del (è proprio il caso di dire) palinsesto odierno. Una collaborazione naturale, un filo diretto fra lo streaming video e i programmi radiofonici live che ha fatto scivolare le ore scandendole, dando loro ritmo.

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La collaborazione con Radio3 Rai, qui durante la puntata di Fahrenheit (immagine tratta dallo streaming diffuso dal Salone)

Dallo streaming video, in diretta, il direttore Nicola Lagioia ha tenuto, con fresca spontaneità e rodata sapienza, le redini della maratona, introducendo i panel principali,  interagendo con gli ospiti e ripercorrendo le sezioni storiche del Salone come “Adotta uno scrittore”  e “Festa Mobile” con i rispettivi curatori. Gli imprevisti tecnici di connessione sono stati quasi nulli e la struttura a blocchi, formata da alcuni contributi registrati, alternati ai panel in diretta, si è attenuta ai tempi della tabella di marcia annunciata senza ritardi. Nessuna attesa, ma una catena dinamica di contenuti, tutti di qualità.

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Il direttore Nicola Lagioia mentre introduce un panel della mattinata (immagine tratta dallo streaming video diffuso dal Salone)

Ma come ha vissuto il visitatore virtuale il debutto della nuova formula? Posso dire con piacere e non solo per la bontà degli argomenti, ma per la natura dell’organizzazione complessiva che ottimizza al massimo il tempo. Al Lingotto, per forza di cose, a causa della grandezza dei padiglioni e degli spostamenti fra le varie sale, non è concretamente possibile un uso così produttivo della giornata. Online, invece, tutto scorre in un fiume potenzialmente illimitato, senza barriere. Un altro aspetto da tenere presente è come questa formula permetta la fruizione di un gran numero di contenuti anche a chi ha limiti fisici di resistenza per via delle attese in piedi fuori dalle sale e delle distanze (posso garantire che si coprono chilometri ogni giorno) di cammino a ping-pong fra i padiglioni. Poi, la platea di pubblico è più permeabile: si possono raggiungere, cioè, anche persone non abitualmente frequentatrici dell’evento, grazie all’assenza del costo del biglietto e alla presenza più pregnante sui social. SalTOEXTRA è, insomma, un Salone del Libro che si fa attivamente ponte teso verso l’audience, un evento che va a trovare le persone in casa, ricambiando le visite ricevute al Lingotto. Una specie di “butta dentro” culturale, ma senza invadenza, in cui la garanzia di qualità del suo marchio decennale si fa attrattiva, accogliendo con l’abbraccio della passione e della competenza sia l’habitué che il “debuttante”.

Certo, quando tornerà praticabile, l’esperienza fisica resta qualcosa di irrinunciabile. Un rito collettivo, infatti,  non può esimersi dal passare attraverso i corpi, investendoli, eleggendoli a proprio mezzo di espressione. La comunità dei lettori ha bisogno di guardarsi, riconoscersi, confrontarsi, magari dividendo l’attesa per una conferenza o la coda per un panino. Incontri che poi restano, perché poco al mondo alimenta uno scambio umano a più livelli come parlare di letteratura raffrontando esperienze, gusti, chiavi interpretative. E poi: volete mettere passeggiare fra gli stand occhieggiando tanti di quei libri da non sapere quanti e quali portarsi a casa? E le facce riconosciute dagli anni precedenti con cui scambiarsi un sorriso, le chiacchiere con i piccoli editori, gli sguardi, le scoperte, i sudati firmacopie con volumi da conservare e accarezzare come trofei… suggestioni multiformi del lettore appassionato in cui lo spirito del raduno fra simili è la casa comune.

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La torre di libri al Lingotto Fiere, uno dei simboli del Salone (foto scattata da me durante l’edizione 2018)

Concludendo, viva SalToExtra e viva il Salone classico: li vogliamo tutti e due, ebbene sì! Possono compenetrarsi in uno scambio in cui l’energia si moltiplica, proprio come le possibilità del loro potenziale coesistere. Un futuro augurabile per SalToExtra potrebbe essere farsi prolungamento dell’edizione fisica. Una sorta di scia fra le varie edizioni della kermesse che si fa riferimento costante, con appuntamenti a scadenza regolare, per continuare l’attività e il dialogo della comunità del Salone. Un non luogo della Rete dove essere, paradossalmente ma splendidamente, sempre più vicini senza separazioni lunghe un anno.