#Milanesiana20: Luca Parmitano racconta i colori visti dallo spazio.

Il secondo appuntamento della #Milanesiana20 ha avuto un protagonista d’eccezione: l’astronauta e Colonnello dell’Aeronautica Militare Luca Parmitano, primo italiano al comando della Stazione Spaziale Internazionale, in forza alla European Space Agency (ESA). Ad introdurre, Elisabetta Sgarbi, mentre il dialogo seguito alla lezione è stato affidato alla scrittrice e giornalista del “Corriere della Sera”, Candida Morvillo.

“I colori della Terra visti dal spazio”: una lectio illustrata dalle foto scattate  da Parmitano durante la sua ultima missione, da cui è rientrato il 6 febbraio 2020, dopo 201 giorni nello spazio.

“Il colore” dice Parmitano ad Elisabetta Sgarbi ” è qualcosa che pervade la nostra esperienza di visione della Terra dalla ISS. Proprio per la caratteristica unica del nero spaziale, esso acquista una iper-realtà difficile da descrivere: si percepisce tutta l’inadeguatezza delle nostre categorie di percezione. I colori del pianeta ci dimostrano continuamente quanto la nostra esperienza cromatica sia, in realtà, un limite. Il mio intervento vuole essere un viaggio cromatico che ho chiamato “Terre di colori”. Vi mostrerò una sorta di palette, una tavolozza di un artista immaginario .” 

Si inizia dal bianco, fra natura e attività umane. Un’immagine dell’uragano Dorian richiama ai temi del cambiamento climatico: “Guardando dentro l’occhio di un ciclone, la fantasia di bianco e la perfezione delle forme quasi nascondono il pensiero che i fenomeni distruttivi, la cui intensità continua ad aumentare, sono legati all’uomo. Il riscaldamento globale è una realtà e la nostra responsabilità nel creare una convivenza con l’ambiente è fortissima: bisogna averne consapevolezza, perché siamo già in ritardo”.

L’uragano Dorian, fotografato da Luca Parmitano (immagine tratta dallo streaming diffuso da “La Milanesiana”)

Nello scorrere di questo itinerario che lascia senza fiato è evidente quanto la bellezza permei la Terra: “Le nostre parole non riescono a rendere la capacità creativa della natura”. Iniziamo, poi, una lenta transizione verso il blu; una foto mostra il confine fra l’atmosfera terrestre e il vuoto dello spazio profondo: “Questa immagine comunica un senso di fragilità nel vedere quanto sottile sia la membrana atmosferica, l’unica nostra difesa a proteggere la vita sul pianeta.”. 

La linea azzurra che delimita l’atmosfera terrestre dallo spazio (Immagine tratta dallo streaming video diffuso da “La Milanesiana”)

Una ricca successione cromatica scandisce anche lo scorrere delle fasi della giornata: “Visti dalla ISS , i colori abituali dell’alternanza giorno-notte hanno la tendenza a fondersi, come in un pentolone di un alchimista in cui gli elementi naturali si trasformano in oro, prodotto dal riflesso del sole basso sull’orizzonte”. Affascinante la descrizione di un tramonto sullo stretto di Gibilterra: “Il Mediterraneo diventa un essere vivente animato dalla luce: l’interazione fra acqua e terra ci mostra come tutto il pianeta sia sempre in movimento, dentro un flusso continuo. La sua perfezione si esprime proprio in questo perpetuo divenire.”

Emozione pura davanti ad un’immagine notturna che ritrae il nostro Paese, visto da Sud-Est, con la Sicilia (terra natìa di Parmitano) in primo piano: “Lo spettacolo offerto di notte dall’Italia, con la sua silhouette così unica e riconoscibile, riempie il cuore al pensiero di quanta storia, vita ed umanità la abitano e possono essere offerti a tutto il resto del mondo.”

Una visione notturna dell’Italia (Immagine tratta dallo streaming diffuso da “La Milanesiana”)

Un’altra sezione sorprendente di questo spettacolare cammino fotografico è quella denominata “La pelle della Terra”: “Una serie di scatti che, per la loro natura, mi hanno ricordato un essere vivente. Le forme si fondono una nell’altra, come in opere di Escher. Le strutture vengono trasformate, cambiate, scolpite nei secoli dall’interazione fra i vari elementi: acqua, vento, ghiacciai, pioggia. Spesso, le trame delle varie superfici si avvolgono fra loro, adattandosi a ciò che la natura richiede. Non c’è scultore più grande del tempo”. 

Parmitano illustra una delle sue istantanee che paiono un tessuto epiteliale (Immagine tratta dallo streaming video diffuso da “La Milanesiana”)

Le immagini continuano a scorrere e l’astronauta italiano le descrive con poesia: strutture fisiche come opali incastonati sulla superficie del terreno; una visione ravvicinata delle onde evoca squame di una creatura marina; il tracciato dei fiumi è un tatuaggio, una decorazione di natura geometrica; nell’interazione “vivente” fra acqua e sabbia, le correnti creano ricami di seta liquida.

Non poteva mancare un capitolo dedicato all’azzurro con le sfumature delle Maldive: “Gli atolli sono a rischio a causa dell’innalzamento delle acque causato dal riscaldamento globale: la loro è una bellezza assoluta, da proteggere.”

Parmitano conclude: “Mostrandovi le immagini che raccogliamo, cerchiamo di portavi con noi. Spero che la nostra esperienza vi possa fornire una scintilla di curiosità sulla sorgente infinita di meraviglia che è la Terra e, quindi, possiate vederla con un occhio diverso.”

Candida Morvillo interroga il Colonello sulla stretta attualità chiedendo, se dopo SpaceX, il turismo spaziale possa diventare una realtà. “Io lo auguro a tutti, ma credo che siamo ancora lontani da un mercato aperto alle masse; il volo spaziale è esponenzialmente complesso, ma vale la pena sognare.” 

Luca Parmitano risponde a Candida Morvillo (immagine tratta dallo streaming video diffuso da “La Milanesiana”)

Nel nome della missione di ParmitanoBeyond”, come fa giustamente notare la giornalista, è insito il concetto del superamento del limite: “Astro Luca” pensa di poter ambire ad arrivare sulla Luna? “Ricerco costantemente proprio l’oltre che non a caso è il nome della mia missione. La Luna è un obiettivo possibile per le nostre Agenzie nella prossima decade: spero di avere le caratteristiche che mi possano ancora permettere di contribuire all’esplorazione spaziale come candidato possibile.”

La Morvillo domanda del mal di spazio, la malinconia tipica degli astronauti. Parmitano: “E’ come se l’esperienza spaziale svanisse non appena si rientra, è talmente fuori dalla nostra portata da diventare come la memoria di un sogno altrui. Ecco perché avvertiamo il desiderio, il bisogno, la necessità di tornare, quasi per rendere di nuovo vera quella realtà.” 

La concezione della vita del Colonnello siciliano merita attenzione: “Trovo assurdo contare l’esistenza in anni, penso sia più corretto viverla e misurarla in base a ciò che si è vissuto. Lo spazio è un’esperienza talmente intensa da cambiare per sempre la propria percezione: c’è qualcosa di più grande dell’individuo, una comunità umana ed animale che vive su un pianeta che è a sua volta un essere vivente.”

In conclusione, Candida Morvillo chiede a Luca Parmitano cosa veda, dentro sè, ricordando la sua straordinaria esperienza spaziale. “Quando chiudo gli occhi, io immagino la perfezione. Così come posso perdermi nell’osservare i colori della Terra dallo spazio, posso farlo anche dentro gli occhi delle mie figlie che, con la loro profondità altrettanto inesorabile e una temporalità che non mi appartiene , mi ricordano quella perfezione.”