Nilo Vasciaveo è un tredicenne che vive a Triscina, un paesino in Sicilia, con la madre Agata e la zia Rosi. Si muove un microcosmo chiuso. sia per le dimensioni e il degrado del luogo, sia per uno stretto limite, non negoziabile, che deriva dalla plurimillenaria attività della sua famiglia di cui dovrà essere il prossimo erede. Si tratta di qualcosa destinato ad isolarlo dal mondo, un segreto di portata gigantesca che pretende una dedizione cosi assoluta da escludere persino la possibilità di avere amici. L’arrivo a Triscina di Arianna e Saskia, prive di regole e certezze, sovvertirà l’ordine imposto. Il desiderio di vivere, moltiplicato dall’impeto dell’età, si farà tornado nel cuore e nella mente di Nilo.

Ammaniti fa correre sullo stesso piano narrativo la più antica mitologia con il più attuale presente: un’abbinata antica Grecia e OnlyFans che non solo tiene, ma coinvolge emotivamente e crea costante tensione. Distanze siderali si fanno un tutt’uno: il legante è un contesto fatto di decadenza che sfocia nella mancanza di orizzonti. Un’asfittica assenza di prospettive alternative al proprio destino, già segnato da una data appartenenza, che è condanna e prigione per ogni personaggio del romanzo.

Il libro declina anche il tema dell’innocenza: Agata e Arianna sono due donne che l’hanno dovuta perdere per poter sopravvivere, mentre sia per Nilo che per Saskia possiede la forza e la naturalezza tipiche dei ragazzini. La esprimono in semplici giochi, così come in pensieri ingenui. Sono piccoli momenti nella narrazione, spesso pregni di tenerezza: un contrasto netto che colpisce. Ma in un mondo così sporco e chiuso, potrà avere cittadinanza?

Reale, mitologico e fantastico si fondono grazie ad una lingua semplice ma non svuotata, veicolo perfetto per creare i ritmi alti della storia, nutrirne l’evoluzione, pressoché continua, e ideale per avvolgere il lettore nelle sue spire. “Il custode” armonizza esperienza personale di Nilo (voce narrante) a questioni universali proprie del sociale contemporaneo. Ammaniti si conferma molto abile nel maneggiare voci adolescenti, dotandole di personalità in grado di far bruciare sulla pelle del lettore i loro conflitti interiori, per poi esasperarli fino all’inevitabile esplosione. Anche l’originalità e l’uso, sempre aleggiante nell’aria, del fattore-paura sono ribaditi come tratti distintivi dell’autore. Ammaniti, in questo particolare romanzo a cavallo fra più generi e dal finale imprevedibile, usa in modo marcato elementi immaginifici riuscendo a non intaccare la forza del vero che risiede nell’autenticità dell’interiorità di Nilo.
Scheda: “Il custode” di Niccolò Ammaniti, Einaudi, marzo 2026, pagine 176, euro 16,50