“La linea verticale” di Mattia Torre

Inizio subito dicendo che “La linea verticale” è un libro assolutamente da leggere perché riesce in un miracolo: sdrammatizzare in maniera estremamente acuta ed intelligente una situazione terribile ed annientante come la malattia. Torre lo fa mettendo a nudo l’umanità delle persone, svestendole man mano dei panni, dei ruoli di paziente, infermiere, medico e svelandone invece la sostanza di persone, disegnando non un insieme di personaggi letterari, ma una comunità di esseri umani nelle cui forze e debolezze ognuno sente fortemente di ritrovare qualche pezzo di se stesso.

Il tema è tosto: il protagonista, giovane uomo sposato con una figlia piccola ed un altro bimbo in arrivo, scopre di avere un tumore aggressivo; questa rivelazione lo porterà in poche ore al ricovero per subire un complesso intervento chirurgico. La narrazione si svolge interamente, tranne qualche piccolo flashback, nel periodo di degenza in cui Luigi rivaluterà totalmente la percezione del proprio vissuto. La forza del libro sta nell’umorismo umanissimo con cui tutto è raccontato che coglie, svela ed esalta l’essenza più profonda delle persone proprio nel loro momento di massima fragilità. Ne esce fuori un romanzo toccante ma senza un filo di retorica, dove i momenti di intensa drammaticita’ sono scritti con una rara e splendida comunione di delicatezza e forza; la vicenda personale del protagonista si fa visione d’insieme dell’esperienza della malattia in cui sono la solidarietà reciproca, il respiro collettivo e la sostanza umana a fare la differenza.

La scrittura di Torre è semplice, eppure efficacissima nella sua umiltà di forma e riesce a far percepire chiaramente al lettore sfumature molto profonde delle sensazioni dei suoi personaggi; nel suo già citato umorismo si leggono fra le righe visioni e riflessioni argute sul variegato paesaggio umano che compone la società e che si riflette appieno nel microcosmo dell’ospedale. Dal libro è stata tratta anche un’omonima serie tv di cui Mattia Torre è regista e il cui adattamento è fedelissimo al romanzo mantenendone intatta la forza emotiva. Una lettura speciale che dentro resta a lungo, un piccolo diamante luminosissimo da straconsigliare.