Un millimetro in là – Marino Sinibaldi, Giorgio Zanchini

Il sottotitolo di questo piccolo e meraviglioso volume recita “Intervista sulla cultura”, ma in realtà si tratta di un dialogo, uno scambio profondo fra Giorgio Zanchini, che con le sue domande veste i panni del “timoniere” di questa conversazione, e Marino Sinibaldi, l’autorevole interpellato. Il lettore si trova immediatamente proiettato in un discorso a 360 gradi, mai dispersivo o banale, sullo stato della cultura nel nostro Paese, partendo dalla sua ostica, perché sfaccettatissima e mutevole a seconda dei contesti, definizione. Risulta subito evidente che per discorrere di cultura e’ necessario entrare in profondità nella storia italiana, in quanto le tendenze di consumo e di produzione sono intimamente intrecciate col nostro cammino sociale degli ultimi decenni. Lo scheletro di base del libro sono le esperienze personali di Sinibaldi: il suo cammino di studente, militante nei movimenti del ’68, autodidatta, scrittore per riviste culturali, bibliotecario ed infine artefice del rivoluzionario programma di Radio3, “Fahrenheit” che ha introdotto un nuovo livello, di  scambio dinamico con l’ascoltatore, per parlare di libri in radio. Da qui parte una serie di riflessioni acute, intrinsecamente collegate fra loro, una panoramica fra prospettive future e eredità passate, dimensione collettiva e personale di fruitori del prodotto culturale. Il lettore scorre con piacere un pensiero e un confronto vivaci, liberi, aperti ad innumerevoli ramificazioni e che infatti lo invogliano ad ulteriori approfondimenti, anche grazie alle sempre centrate citazioni di opere e Autori presenti nel volume. Arrivati alla fine, ce ne si dispiace: una conversazione talmente stimolante e viva, che la si vorrebbe protrarre.