“Destinazione errata” di Domenico Starnone

Un uomo sposato invia erroneamente alla collega un messaggio d’amore destinato alla moglie. La risposta della donna sarà inaspettata e spiazzante.

Da qui prende le mosse l’ultimo romanzo di Domenico Starnone che fa parlare in prima persona il trentottenne per tutta la vicenda. Il protagonista indiscusso sarà il suo incessante turbine di pensieri, composto principalmente da rovelli e pressoché continue, sfiancanti, contraddizioni. 

Può bastare un banale sbaglio, l’istante in cui si consuma la pressione sul tasto del telefono, per mettere in discussione una vita amorosa e familiare riuscita ed appagante? 

Starnone ancora una volta scandaglia con maestria unica il marasma dei sentimenti umani, quel groviglio interiore che possono ingannevolmente sopire così come risvegliare, e il potere distruttivo e fatalmente corrosivo dell’ego. 

Ne emerge un ritratto impietoso della società borghese basata su relazioni/matrimoni di facciata, in cui sotto la superficie scorrono correnti altre ben più sostanziali nell’economia dell’identità del singolo e in cui trovano sfogo vanità, edonismo. Tutti slanci impossibili nelle “vite ufficiali”, compresi quelli funzionali all’avere conferme o, al contrario, al superare insicurezze.

Nella trama la presenza dei figli bambini, il protagonista ne ha ben tre, è un efficace contraltare alle ipocrisie degli adulti delle loro famiglie. Il loro candore stride con il contesto nel quale si muovono e le loro sono le uniche parole e azioni davvero trasparenti.

Un tema cardine del romanzo è quello dell’evasione da certe spinte dalla propria natura, del volerle silenziare, una volta constatata la loro potenza distruttiva verso gli altri. Ma addomesticarsi in nome di un senso di colpa (magari nemmeno elaborato) e della paura di ferire, auto-vendendosi una vita invidiabile all’insegna della stabilità emotiva, può bastare ad addormentare chi si è veramente? 

Il protagonista e la collega sono degli sceneggiatori: una scelta significativa di Starnone e molto coerente con l’economia del libro. Attraverso la professione condivisa dai due personaggi principali, l’autore rimanda all’importanza della scelta della parola, cruciale nel dar vita ad un personaggio. Il protagonista di “Destinazione errata”, al contrario, vive in contrasto totale con ciò che crea ogni giorno, perché resta prigioniero del non detto e della mancata autentica definizione di sé. L’opposto del personaggio di Carlo: scrittore tanto di professione, quanto nella cinica e dura coerenza dell’agito pratico, in cui pare muovere le fila delle vite altrui come in una trama.


La scrittura possiede semplicità, nessun ricamo fine a se stesso, vive della sua enorme qualità in immediatezza coniugata a grande profondità di introspezione. La struttura è lineare, i flashback ordinati, ma soprattutto l’intreccio è in grado di tenere sul filo sino, letteralmente, all’ultima pagina.

“Destinazione errata” è una lettura in cui sono presenti più livelli di senso, tutti di acuta finezza. che sondano temi enormi e profondi a partire da un piccolo avvenimento, una minima increspatura che diventa tsunami.

Scheda: “Destinazione errata” di Domenico Starnone, Einaudi, settembre 2025, pagine 152, euro 17,50

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