“Il dolce domani” di Russell Banks è una storia che scarnifica il lettore con l’immediatezza e la potenza semplice, non forzata quanto totalmente devastante, propria solo della grande letteratura.
Il fulcro della trama risiede in un drammatico incidente che coinvolge uno scuolabus: da qui si dipana un intreccio a più voci in cui si compenetrano dramma collettivo e abissi privati di ogni personaggio. Lo sprofondare della comunità e quello dell’individuo si fondono a comporre l’inevitabile sorte della natura umana: la sofferenza.
Nessuno è innocente nel libro, il male torce e ritorce ognuno ed ognuna, l’unica possibilità di vivere in un’ombra meno nera sta nello sforzo immane di intravedere e scegliere quello minore. E può riuscirci solo chi ha già conosciuto prima dell’incidente il dolore più profondo, chi è già stato estratto in quello sporco tiro a sorte del destino quando assegna disgrazie.

Banks, ancora una volta, racconta l’America profonda, qui quella montana anche se non lontana da N.Y., la mentalità chiusa, pettegola e autoreferenziale propria di comunità molto circoscritte, in parte arretrate economicamente. Lo fa mettendo in scena due opposte spinte che si producono nella società (e in questa in modo più esasperato date le sue caratteristiche) davanti ad un massivo lutto collettivo: la mutua solidarietà e la frammentazione nel voler individuare una colpa. Le contraddizioni esplodono, ogni sensibilità va in pezzi.
Le quattro diverse voci narranti sono modulate alla perfezione, tanto che il lettore ne è immediatamente avvolto. L’escamotage di affidare ad ognuna il racconto di sè prima e post incidente, facendo avanzare in contemporanea anche la vicenda collettiva è vincente. Tutto è cucito, assolutamente amalgamato e, nonostante i salti temporali e i cambi di voce, c’è piena continuità. I personaggi sono profondi, dotati di una sostanza umana che si riesce a toccare, a maneggiare come tridimensionale, vera. Nel loro dolore sono molto vividi.
“Capolavoro” spesso è una parola abusata, ma per questo romanzo è la definizione necessaria, senza dubbio alcuno. Una lettura straordinaria, sincera, senza sconti e destinata a rimanere.

Scheda: “Il dolce domani” di Russel Banks (titolo originale “The Sweet Hereafter”), traduzione di Massimo Birattari, Einaudi Editore, ottobre 2023 (prima edizione, sempre Einaudi, 1997), pagine 264, euro 12,50