“Babilonia” di Yasmina Reza

📚Yasmina Reza in “Babilonia” racconta la vicenda di una donna e del suo rapporto di stramba solidarietà umana col suo vicino di casa. 

La voce narrante, quella di una donna di mezza età di nome Élisabeth, si muove fra racconti e riflessioni che coinvolgono passato e presente. Il suo sguardo è disincantato, definivo e tagliente nello scarnificare la sostanza delle diverse relazioni umane, sociali o affettive che siano. Un episodio violento, ma nella cui narrazione niente di tale esiste, è lo spartiacque del libro.

I toni sono tragicomici, le reazioni inattese e spiazzanti. Reza dipinge personaggi che non sono stati davvero padroni delle loro vite, trovandosi ad un dato punto dell’esistenza quasi loro malgrado. Sono confusi, talvolta incoerenti, spesso spiazzati dalle loro stesse azioni. In generale sono ripiegati su se stessi, protetti dalla facciata borghese ma incapaci di isolare e perseguire davvero la propria natura, schiavi di paure, cliché, insicurezze.

Nonostante la narrazione risulti un po’ slegata a causa di legami di senso fra passato e presente non così trasparenti, la lettura merita per il consueto graffio mai banale della Reza e per la sua capacità di mischiare i registri fra drammatico, lucido-spietato  e, al contrario, quasi non sense. Segnalo, infine, passaggi assolutamente da rimarcare quando l’autrice parla dell’umano attraverso un libro di fotografie molto caro alla protagonista. 

Scheda: “Babilonia” di Yasmina Reza (titolo originale: “Babylone”), traduzione di Maurizia Balmelli , Adelphi Edizioni, maggio 2017, pagine 158, euro 17,00

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